Net-med project: Bridge of solidarity (Sarajevo 04-15 settembre 2019)


NET-MED (NETwork MEDiterranean sea) – BRIDGE OF SOLIDARITY – Sarajevo (04-15 settembre 2019), è un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma “Europe per Citizens“.

Dieci giornate nella multietnica città di Sarajevo per incontrarsi, confrontarsi ed elaborare insieme nuove proposte progettuali da presentare all’Unione Europea.

Il progetto europeo “NET-MED” è giunto quest’anno alla sua seconda edizione. Nella prima, tenutasi a Seneghe (OR) dal 28 settembre al 05 ottobre 2018, si è costituita tra le delegazioni partecipanti la rete europea NET-MED (Town Twinning in mediterranean sea) con l’intento di progettare insieme attività future e promuovere la solidarietà europea nelle piccole comunità.

Questo è accaduto nella seconda tappa, dove il progetto è stato coordinato da Eurocivis e con la partecipazione dei rappresentanti dei Comuni di Seneghe (Italia), San Valentino in Abruzzo Citeriore (Italia), Mantegas (Portogallo), Olesa de Bonesvalls (Spagna) e Praca (Bosnia Herzegovina) e la partecipazione delle associazioni partner: F4CR network (Italia), Foundation of local democracy (Bosnia Herzegovina), CSV-Chieti (Italia), Activa (Portogallo) e Eurocivis (Spagna).

Si è parlato di memoria storica, educazione, volontariato, cooperazione internazionale, lavoro, immigrazione, arte, buone prassi e si sono condivise le esperienze dei singoli partecipanti.

Abbiamo visitato una casa-rifugio nei pressi di Sarajevo che si occupa di offrire un aiuto temporaneo a nuclei familiari di rifugiati, trascorso una giornata insieme agli studenti della facoltà di Economia dell’Università di Sarajevo e giovani imprenditori impegnati nella co-gestione di start-up, e conosciuto molte realtà che si occupano di promuove la condizione giovanile, come l’Istitute for Youth Development KULT.

I tecnici delle delegazioni hanno elaborato le proposte progettuali e le hanno condivise con le rispettive delegazioni politiche (Italia, Spagna, Portogallo). In seguito, presso il centro europeo, i progetti sono stati illustrati alla municipalità di Sarajevo e all’intero staff.

Alla presenza del sindaco di Sarajevo (Bosnia-Erzegovina), e del sindaco di Seneghe (Italia) e del vice sindaco di Olesa (Spagna) si è inoltre sottoscritto un accordo di fratellanza europea con l’intento di proseguire le azioni congiunte di collaborazione tra i popoli, con attività tra i paesi partecipanti.

Svolgere questi meeting internazionali a Sarajevo, una città che per oltre tre anni (marzo 1992 – dicembre 1995) è stata sotto assedio ha certamente avuto il suo peso: il Centro di ricerca e documentazione di Sarajevo ha diffuso le cifre documentate (ma non definitive) sui morti della guerra in Bosnia ed Erzegovina: 93.837 accertati, di cui 63.687 Bosniaci, 24.216 Serbi, 5.057 Croati e 877 dichiaratisi Jugoslavi al censimento del 1991 o stranieri. L’UNHCR ha dichiarato che il conflitto in Bosnia ha costretto più di 2,2 milioni di persone a fuggire dalle loro case. Oltre 20.000 giovani vittime sono state spezzate o moltissimi gli orfani o figli degli stupri etnici. Il War Childhood Museum è stata una tappa imperdibile per il F4CR network, un modo simbolico per ricordare bambini e adolescenti che hanno perso al vita nel conflitto. perchè città senza bambini é una città che non può guardare al futuro.