Minori e sostanze stupefacenti: un fenomeno in crescita


I fatti di cronaca ci portano a fare i conti con una terribile realtà. Ci sono infatti sempre più minori che fanno uso di sostanze stupefacenti. Molto spesso gli adolescenti però non si limitano a fumarsi le classiche canne ma cercano di allontanarsi  il più possibile dalla realtà attraverso l’uso di cocaina ed eroina.

E tutto è confermato dalle relazioni annuali che vengono presentate al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia dal Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del consiglio dei ministri.

Si può infatti leggere che i ricoveri in ospedale per uso di sostanze è aumentata tra i minori di 18 anni. Dal 2010 al 2015 a fronte di un totale dei ricoveri, che risulta costante e oscillante tra i 16 mila e 18 mila casi, si registra un considerevole incremento dei ricoveri dei minori passati da circa 300 nel 2010 a circa 500 nel 2015 con un picco nel 2014. La fascia d’età che contribuisce di più a tale fenomeno è quella compresa tra i 15 e i 17 anni. Gli andamenti relativi ai minori mostrano un preoccupante picco del 58% di incremento. I dati disaggregati per fasce di età rimandano a una crescita del 37,5% prima dei 15 anni, salendo al 65% nella fascia di età tra 15 e 17 anni.

Se guardiamo poi i dati del 2018 la situazione è ancora più preoccupante. Secondo la relazione rilasciata dal Centro nazionale di documentazione e analisi  per l’infanzia e l’adolescenza, nel 2017 infatti “il 34,2% degli studenti ha riferito di aver utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita, mentre il 26% (circa 670.000 ragazzi) ha riferito di averlo fatto nel corso dell’ultimo anno. Tra questi ultimi, l’89,5% ha assunto una sola sostanza illegale e il restante 10,5% ha assunto due o più sostanze. Il 16,7% degli studenti ha utilizzato sostanze psicoattive illegali nel mese in cui è stato condotto lo studio e il 3,9% ne ha fatto un uso frequente, ha cioè utilizzato 20 o più volte cannabis e/o 10 o più volte le altre sostanze illegali (cocaina, stimolanti, allucinogeni, eroina) negli ultimi 30 giorni. Gli studenti che riferiscono di avere sperimentato la cocaina almeno una volta nella vita sono circa 88.000 (il 3,4%), 49.000 quelli che ne hanno fatto uso nel corso del 2017 (il 1,9%) e quasi 33.000 quelli che l’hanno usata nel mese antecedente la compilazione del questionario (il 1,3%).”

L’1,1% degli studenti (circa 28.000) riferisce di aver fatto uso di eroina almeno una volta nella vita; lo 0,8% (oltre 20.000) l’ha assunta almeno una volta nel 2017 e lo 0,6% (15.500) nel mese precedente la compilazione del questionario.

La cosa più preoccupante è che l’assunzione di droga in un periodo così delicato come l’adolescenza può portare a gravi conseguenze nello sviluppo cerebrale. Proprio le droghe producono importanti disturbi nello sviluppo delle funzioni cognitive e dei sistemi neuro-biologici deputati al controllo dei comportamenti e ad importanti sistemi di funzionamento psichico come quello della gratificazione, della memorizzazione e dell’apprendimento, del decision making e del giudizio. Queste ricerche hanno mostrato, inoltre, che nell’età compresa tra 0 e 20 anni si sviluppano e si consolidano particolari proiezioni e “connessioni nervose tra alcune importanti strutture”, deputate all’attivazione delle reazioni emotive e altre strutture della corteccia cerebrale superiore, che regolano e controllano tali impulsi e reazioni. La perfetta maturazione cerebrale comporta, quindi, una regolare maturazione di questi sistemi di connessione che saranno in grado di assicurare una buona e corretta relazione funzionale tra emozioni e volontà, creando quel bilanciamento necessario ad una normale e gratificante vita sociale basata sulle relazioni con i propri simili, ben equilibrata tra gli impulsi emozionali ed il controllo volontario e responsabile dei comportamenti. Le ricerche scientifiche hanno poi dimostrato che la tossicodipendenza modifica strutturalmente e funzionalmente il cervello e che tali modificazioni restano a lungo anche dopo la sospensione dell’assunzione di sostanze, creando condizioni di rischio di ricaduta e di disfunzione dei normali processi neuro-cognitivi.

A questo punto possiamo concludere dicendo che è necessaria una forte campagna preventiva per diminuire le situazioni di rischio che appunto non derivano solo da una situazione famigliare precaria ma anche da un ambiente scolastico non sensibile sul tema. È infatti a scuola che si devono proporre dei comportamenti e stili di vita sani al fine di evitare che il minore imbocchi una strada da cui non vi è via d’uscita.

Si auspica quindi che ogni scuola si munisca di programmi di sensibilizzazione, Il Progetto EDU per esempio, promosso dal Dipartimento Politiche Antidroga, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con il United Nation Office on Drugs and Crimes (UNODC). I cui obiettivi principali sono quelli di diffondere “informazioni basate sulla ricerca scientifica in merito agli effetti sulla salute fisica e psichica di alcol, tabacco e altre sostanze illecite e alla tossicodipendenza; promuovere stili di vita corretti e sani, senza uso di droghe; utilizzare metodi interattivi di prevenzione attraverso i canali

multimediali e Internet; fornire informazioni adeguate a differenti target della popolazione, in particolare insegnanti, genitori, studenti e adolescenti; fornire agli insegnanti strumenti didattici da utilizzare a scuola per promuovere l’attività di prevenzione nelle classi; offrire supporto ai genitori su come affrontare il tema droghe con i propri figli; proporre ai giovani materiali informativi appositamente studiati e progettati.”

di Lisa Guerra