Minori e disabilità


di Barbara Maggi, studentessa – facoltà di Giurisprudenza, Università degli studi “Guglielmo Marconi” di Roma

Nella società di oggi una delle categorie che versano in una situazione di disagio e’ quella dei minori affetti da handicap, in particolare soggetti affetti da handicap fisici o psichici. Tutti siamo a conoscenza di quanti ostacoli e sfide devono superare ogni giorno questi soggetti; la situazione è ancor più delicata quando essi sono minori.             

Un primo punto su cui bisogna porre l’ attenzione riguarda la sfera psicologica del soggetto. Lo studio del Medea che ha preso in esame 1500 famiglie aventi un figlio con disabilità, ha evidenziato come i bambini abbiano incrementato comportamenti di ritiro, ansioso-depressivi , aggressivi e problemi di attenzione. Un secondo punto da analizzare riguarda la socializzazione. I soggetti disabili si trovano di fronte a molti ostacoli, talvolta vere e proprie barriere architettoniche che molto spesso finiscono per ostacolare anche la socializzazione soprattutto tra coetanei.        

Anche il semplice pomeriggio al parco può creare dinamiche invalidanti per questi oggetti.                

A tal proposito un esempio importante riguarda la costruzione dei parchi giochi; in Italia l’ accessibilità è normata  dalla Legge 13/1989  e dal Decreto attuativo DM 236/1989. A questi poi si aggiunge la Legge 41/1986  che introduce i P.E.B.A. ossia i piani di eliminazione delle barriere architettoniche che sono una buona base di partenza per i luoghi pubblici ma per cio’ che riguarda i parchi pubblici bisogna tener conto di 8 elementi essenziali. Questi elementi sono Accessibilità, adulti con disabilità, disabilità diverse, giochi esclusivi, giochi inclusivi, progettazione partecipata, autonomie e indipendenza e struttura di gioco. 

1) ACCESSIBILITÀ – No alle pavimentazioni come ghiaia o sabbia, che limitano o impediscono la mobilità delle carrozzine manuali. Si a pavimentazioni apposite, magari anche anti-urto e rampe con pendenza (non oltre il 6%) e larghezza adeguate alle manovre anche di carrozzine elettriche ingombranti.
2) ADULTI CON DISABILITÀ – Se a essere portatore di un handicap è l’adulto che accompagna il bimbo al parco, saranno fondamentali anche percorsi privi di barriere per il raggiungimento del parco, parcheggi riservati e toilette accessibili.

3) DISABILITÀ DIVERSE – In un parco inclusivo non è sufficiente garantire il gioco a chi ha una disabilità motoria grave e usa una carrozzina ma andranno tenuti in considerazione aggiustamenti che permettano di giocare anche ai bambini con disabilità sensoriali o relazionali.
4) GIOCHI ESCLUSIVI – No alle giostre da utilizzare esclusivamente in solitaria e no ai parchi con la “zona disabili”. I bambini, prima di tutto, hanno bisogno di interagire con i propri coetanei, da qui la differenza tra accessibile in senso tecnico e inclusivo.

5) GIOCHI INCLUSIVI – La giostra o l’attività davvero inclusiva è quella che costruisce l’opportunità di inclusione e interazione offrendo possibilità di fruizione, anche diversa, al maggior numero di utenti possibili.
6) PROGETTAZIONE PARTECIPATA – Per progettare un parco per tutti è necessaria la visione di tutti gli attori per mettere insieme le diverse esigenze dei piccoli disabili con le opzioni tecniche da utilizzare.

7) AUTONOMIA E INDIPENDENZA – È importante fare in modo che anche i bambini con disabilità al parco possano muoversi il più possibile in autonomia. A questo contribuiscono in maniera fondamentale soluzioni come le pavimentazioni lisce o i colori che aiutano gli ipovedenti.
8) STRUTTURE GIOCO – Tutti i bambini sono attirati dalla struttura principale, nave o castello, renderla davvero accessibile e usufruibile a tutti la “trasforma” automaticamente nel punto di ritrovo dove socializzare.       

In Italia i primi parchi con dotazioni accessibili sono costruiti a Chieti e a Lucca.  Terzo punto importante riguarda la scuola e l’ istruzione. L’integrazione bambini affetti da handicap e’ un punto di forza della scuola italiana che vuole essere una comunità accogliente in cui anche questo tipo di utenza può realizzare esperienze di crescita individuale e sociale.                                      

Il MIUR mette in atto diverse misure per favorire l’inclusione di questi soggetti : docenti di sostegno, finanziamento di progetti e attività di inclusione, iniziative di formazione del personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliare.                                  

Per l’anno scolastico 2019/2020 sono state adottate misure straordinarie per gli alunni con disabilità; nello specifico i dirigenti possono accogliere le richieste delle famiglie di riscrivere i propri figli affetti da disabilità allo stesso anno scolastico, dopo aver sentito i Consigli di classe e il parere del Gruppo di inclusione delle loro scuola.                                                                                               

Tanto si è fatto in Italia per questi bambini ma occorre ricordare che tanto bisogna ancora fare per farli sentire parte della comunità senza pregiudizi e discriminazioni.