Perù: bambini schiavi del narcotraffico


Il Perù è il principale Paese produttore di coca del mondo.
Vent’anni di guerra civile (dal 1980 al 2000) hanno lasciato in ginocchio il popolo peruviano in balia della fame e della miseria. Come è noto, dove l’illegalità è ampiamente diffusa e accettata si creano insostenibili situazioni diffuse di violenza e si concretizza un forte connubio tra lo sfruttamento infantile e il mercato delle sostanze stupefacenti.
Recentemente, la polizia peruviana ha intercettato e sgominato una banda di narcotrafficanti locali che sfruttavano un gran numero di minori (circa 60.000) e che agivano nelle selve peruviane della ‘Valle del Rio Apurican’ e ‘Ene’ dove si concentra la maggior produzione di foglia di coca.
E’ questo un fenomeno assai diffuso che viola i diritti umani e, conseguentemente, il diritto all’integrità fisica dei minori: i bambini in tenera età non solo vengono sfruttati per lavorare le foglie ma sono anche costantemente esposti all’inalazione di tossiche che compromettono la loro salute in modo irreversibile. Si tratta di regioni del Perù in cui il tasso di povertà raggiunge il 92%: per questa ragione i ‘campesinos‘ si trovano costretti a lavorare per i cartelli della droga (Dati: UNICEF).
Nel 2013 le Forze militari della Polizia e della Marina avevano scoperto 28 fabbriche di droga nella zona conosciuta come ‘Trapezio Amazzonico’, la parte del territorio colombiano che forma un corridoio tra i territori del Brasile e del Perù e dove si stima che ogni mese vengano prodotte circa 30 tonnellate di droga (la metà viene portata dal Perú in aerei che decollano da piste illegali e da imbarcazioni leggere che arrivano al Rio delle Amazzoni).
Nel corso dell’incursione erano state sequestrate 123 tonnellate di composti chimici vietati e 10.500 tonnellate di foglie di coca.
All’interno dei laboratori clandestini erano stati trovati numerosi bambini di età compresa tra gli 8 e i 13 anni, pagati 80 dollari al mese e sfruttati per lavorare le foglie a stretto contatto con sostanze chimiche mortali (come l’acetone, l’etere etilico, la benzina, il cherosene e l’acido solforico) necessarie per ottenere la cocaina, in seguito smeciata dalle bande dei narcotrafficanti per via aerea e fluviale, in Brasile e Colombia.
A questo drammatico scenario si aggiungono gli ex terroristi dell’organizzazione maoista Sendero Luminoso, responsabili della guerra civile in Perù: ai primi di Agosto le forze di sicurezza hanno liberato 54 persone – 34 erano bambini – da un accampamento noto per la sua vasta produzione illegale di coca. Tuttavia, nelle regioni centrali, Sendero Luminoso trattiene ancora in condizione di schiavitù circa 200 persone, delle quali 80 sono bambini.
Anche le donne sono tenute in questi orribili ‘centri di produzione’: oggetto di abusi e violenze, partoriscono bambini che vanno ad ingrossare le fila dell’attività militare diventando guerriglieri al compimento del quindicesimo anno di vita.
Fonte:
http://www.askanews.it/esteri/peru-sendero-luminoso-schiavi-bambini-per-il-narcotraffico_711578259.htm

http://www.fides.org/it/news/53652-AMERICA_PERU_Bambini_e_donne_sfruttati_in_laboratori_clandestini_per_lavorare_la_droga_in_Amazzonia#.Vdx_g_btmko