Regno Unito: ogni anno 3mila bambini vietnamiti sono vittime del traffico di esseri umani e sfruttati in attività illegali


Esistono molte storie simili a quella che segue. Una storia pubblicata su The Guardiane che vogliamo rendere nota.
Hien è un bambino schiavo. Nella sua giovane vita è stato costretto a lavorare in fabbriche di cannabis, ha subito abusi ed è stato picchiato, ha subito un processo ed è stato mandato in prigione. Hien è uno dei circa tremila bambini vietnamiti costretti a lavorare nel Regno Unito, sfruttati da organizzazioni criminali che gestiscono fabbriche di cannabis, centri di bellezza, industrie tessili illegali, contrabbando di armi, produzione di metamfetamina, bordelli e case chiuse.
Lo sfruttamento di vietnamiti nel commercio di cannabis all’interno del Regno Unito è assai conosciuto. Tuttavia, secondo gli esperti di traffico di minori, il fenomeno di reclutamento e sfruttamento risulta essere molto più strutturato, rapido e complesso di quanto ipotizzato dalle autorità inglesi.
Il viaggio di Hien verso il Regno Unito inizia all’età di cinque anni: orfano, viene portato via dal suo villaggio da un sedicente ‘zio’.
Illegalmente viaggia per cinque anni dal Vietnam sino a Londra. Per tre anni lavora come domestico in condizioni di schiavitù per un gruppo di vietnamiti che lo maltrattano e abusano di lui.
Durante la prigionia, Hien vede arrivare molti altri bambini vietnamiti. Piccoli schiavi, destinati al traffico di essere umani e al commercio illegale.
Abbandonato dallo ‘zio’, Hien si ritrova a vivere per strada, mangiare quello che trova. Una coppia vietnamita gli offre una sistemazione, ma lo obbliga a lavorare in laboratori illegali di cannabis in un appartamento a Manchester.
Nella sua testimonianza alla polizia, Hien racconta di non sapere esattamente di che tipo di piante si trattasse, ma di essersi reso conto che valessero molti soldi.
Il bambino si prendeva cura della cannabis, usando pesticidi che lo fecero ammalare, e usciva dall’appartamento solo per trasportare le foglie che dovevano essere seccate da un’altra parte. Era imprigionato, minacciato, e completamente isolato.
Quando arrivò la polizia, trovò Hien da solo con le piante di cannabis. Raccontò la sua storia ai poliziotti, ma fu mandato in un carcere minorile in Scozia, dove trascorse dieci mesi in custodia, con l’accusa di coltivazione di cannabis.
Fu rilasciato solo dopo l’intervento di un pubblico ministero, che lo identificò come vittima di tratta di esseri umani. I minori costituiscono un quarto delle circa 13mila persone che ogni anno sono vittime del traffico di esseri umani nel Regno Unito, e i vietnamiti sono la nazionalità maggiormente coinvolta.
Seconda l’agenzia delle Nazioni Unite sulle droghe e il crimine, in media ogni mese arrivano trenta bambini vietnamiti nel Regno Unito, attraverso reti di contrabbando ben organizzate.
“I minori sono una risorsa di grande valore per le bande criminali, perché sono facilmente reperibili, si possono intimidire e sfruttare facilmente, è semplice tenerli isolati e ignari di quello che succede intorno a loro, ed è quindi più improbabile che rivelino qualcosa alle autorità”, racconta l’ex-capo del Counter Human Trafficking Bureau britannico.
Nella cultura vietnamita, i bambini sono visti come uova d’oro, ed è comune che vengano mandati all’estero con la speranza che possano contribuire alla sopravvivenza delle loro famiglie rimaste a casa. Per questo le bande criminali riescono a persuadere facilmente i genitori, dicendo loro che i bambini potranno lavorare legalmente nel Regno Unito.
Come Hien, molti bambini finiscono a lavorare nelle fabbriche che producono cannabis illegalmente. Secondo un report del 2014 dell’Ong Anti-Slavery International, quasi tutte le vittime legate al traffico di marijuana sono vietnamiti e l’80% sono bambini.
Molti minori finiscono per essere incriminati, nonostante siano possibili vittime del traffico di esseri umani. Per questo i vietnamiti al di sotto dei 18 anni sono la principale minoranza etnica imprigionata nei centri di detenzione minorili del Regno Unito.
Hien sta ora cercando di ricostruire la sua vita, dopo aver ricevuto asilo politico in Scozia, ma fatica a trovare pace dopo anni così traumatici.
Fonte:
http://www.thepostinternazionale.it/mondo/regno-unito/bambini-vietnamiti-schiavi-fabbriche-cannabis-regno-unito -Credit: Bob Shirley