Pillole di bullismo e cyberbullismo


di Barbara Maggi, studentessa – facoltà di Giurisprudenza, Università degli studi “Guglielmo Marconi” di Roma

Molto frequentemente ci si sofferma su abusi e maltrattamenti ai danni dei minori da parte di soggetti adulti dimenticando però che questi soprusi possono essere compiuti anche da coetanei. Negli ultimi anni si è assistito ad un espansione del fenomeno del bullismo. Bisogna per prima cosa delineare il profilo psicologico del bullo e quello del soggetto bullizzato. “Bullo” è colui che pone in essere atteggiamenti aggressivi, violenti e condotte manipolatrici nei confronti di un altro soggetto; l’aggressività mira ad ottenere il potere e tendenzialmente l’ambito in cui si verifica questo fenomeno è la scuola. I compagni di classe infatti potrebbero partecipare all’aggressione oppure, indirettamente, rafforzare nel bullo il fenomeno dell’ammirazione sociale desiderata o ancora non intervenire durante l’aggressione stessa ai danni di un coetaneo o, nella peggiore delle ipotesi, divenire a loro volte vittima del bullo.          

Se ci addentriamo nella sfera cognitiva-comportamentale questo soggetto trae molta sicurezza dalle sue esibizioni di potere; si verificano episodi inoltre in cui sfida l’adulto diventando punto di riferimento per i compagni anche loro impegnati nel processo evolutivo circa la propria identità. Circa l’ambito relazionale sono da ricercare le determinanti in ambito familiare. Ne troviamo di due tipi: il soggetto può provenire da una famiglia che non ha fornito un ambiente affettivamente accogliente per la crescita a causa di modalità educative prevalentemente punitive, oppure può provenire da una famiglia in cui è presente uno stile interattivo democratico/permissivo caratterizzato da assenza di limiti imposti ai comportamenti aggressivi del figlio.    

Per ciò che concerne la vittima di bullismo è un soggetto ansioso, insicuro, cauto, sensibile e calmo; ha scarsa autostima a una visione negativa della propria persona. Generalmente si considerano poco attraenti, fallite, stupide e timide. L’ambiente in cui, negli ultimi anni, il fenomeno del bullismo è in forte espansione è la scuola; si stima che il 28% dei ragazzi tra i sei e i dodici anni sono state vittime di bullismo nell’ambito scolastico. Mentre i ragazzi tendono a commettere violenze di tipo fisico, le ragazze  sono più  propense ad attuare aggressioni di tipo psicologico. 

Il dato più allarmante negli ultimi anni circa tale fenomeno è l’abbassamento della soglia d’età di vittime e bulli. Ruolo fondamentale, per contenere ed evitare il verificarsi all’ interno delle nuove generazioni di tale fenomeno, è attribuito a due contesti: la stessa scuola e la famiglia.  Circa il primo contesto molto spesso l’errore nel riconoscimento di tale fenomeno è degli adulti, in particolar modo degli insegnanti che sottovalutano il fenomeno stesso. La famiglia invece molto spesso cade in errore negando che il proprio componente di minore età sia autore di aggressioni nei confronti dei coetanei. I genitori tendono a giustificare i comportamenti del proprio figlio non come forma di protezione ma come forma di negazione dei propri errori commessi circa il processo educativo del proprio figlio. Ammettendo quanto sopra citato corrisponderebbe ad ammettere un proprio fallimento.  Fenomeno di recente comparsa nella nostra società è il cyberbullismo che consiste in un attacco continuo, ripetuto, offensivo e sistematico attuato mediante gli strumenti di rete (ad esempio i social network come facebook ed instagram), interessando soprattutto bambini e ragazzi, anche all’interno dell’ambiente scolastico. Oggetto di tale reato può consistere nello spargere informazioni fasulle o pettegolezzi, diffondere o caricare in rete video o foto imbarazzanti, falsificati o pornografici o ancora insultare, minacciare o ricattare la vittima via email, sms. E’ importante al fine di prevenire questo fenomeno attuare delle strategie preventive soprattutto all’interno dell’ ambito familiare. Queste possono consistere nell’insegnare al minore un utilizzo corretto e sicuro dei social media, incoraggiare il bambino ad avere un confronto con i genitori o gli adulti facenti parte della sfera familiare e affrontare inoltre con loro lo stesso fenomeno del cyberbullismo. Il bullismo è un fenomeno in larga espansione all’interno della società e  la cosa più importante per tentare di arginarlo e reprirmelo è l’attività preventiva.