Giovani e disturbi alimentari


Molto spesso i problemi che sorgono in ambito familiare possono portare a conseguenze molto serie per i minori,  a livello relazionale ma anche a livello cognitivo e comportamentale che possono sfociare in disturbi dell’alimentazione. Con essi si intendono disfunzioni del comportamento alimentare oppure comportamenti finalizzati al controllo ossessivo del peso corporeo che finiscono per danneggiare la salute fisica e il funzionamento psicologico.  

Sono principalmente due i disturbi più diffusi, legati all’alimentazione: bulimia e anoressia.  La bulimia nervosa  è caratterizzata dall’eccessiva assunzione di cibo (le cosiddette abbuffate) seguiti da episodi volti a liberarsi delle grandi quantità di alimenti ingeriti attraverso vomito autoindotto oppure uso di lassativi. Il secondo disturbo alimentare che potrebbe verificarsi è l’anoressia nervosa cioè il rifiuto di assumere cibo determinato da un’intensa paura di aumentare il proprio peso corporeo e questo si puo’ verificare anche quando si è in presenza di una condizione di sottopeso.                                      

Le persone affette da un disturbo alimentare hanno ripercussioni sulle proprie capacità relazionali, hanno difficoltà emotive, problemi nello svolgimento delle normali attività sociali, lavorative, e complicazioni mediche.Uno dei segnali chiave è il pensiero ossessivo del cibo  e la paura costante di ingrassare. Queste persone evitano di mangiare in pubblico, non vanno in mensa o al ristorante con gli amici, evitano di partecipare ad eventi sociali in cui si mangia, come un compleanno o un matrimonio.                Un’altra sintomatologia comune è l’alterazione della propria immagine corporea. La percezione distorta che la persona ha del suo corpo influenza in modo non obiettivo i suoi atteggiamenti e pensieri.  I disturbi alimentari possono inoltre essere associati talvolta ad altri disturbi psichiatrici, come la depressione, i disturbi di personalità, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo d’ansia.      

Il trattamento dei disturbi alimentari dipende dallo specifico disturbo e dai suoi sintomi. Tipicamente include una combinazione tra terapia comportamentale, educazione alimentare, monitoraggio medico ed alcune volte assunzione di medicinali. La terapia psicologica è la componente più importante del trattamento dei disturbi alimentari. Questa può durare da pochi mesi ad alcuni anni, ed aiuta i pazienti a ristabilire degli schemi di assunzione del cibo regolari per raggiungere un peso salutare, supporta il paziente per l’identificazione ed il monitoraggio delle proprie abitudini errate e fornisce gli strumenti idonei per cambiarle verso altre più salutari.
Inoltre insegna a gestire lo stress ed i problemi, così da migliorare le proprie relazioni sociali ed in generale il proprio umore.          La terapia cognitivo comportamentale svolge un ruolo decisivo in tal senso perché aiuta ad identificare e cambiare i pensieri distorti che spingono verso il disordine alimentare
Il fenomeno dei disturbi alimentari è in continua evoluzione soprattutto tre i piu giovani: bisogna attuare una politica preventiva e bisogna prestare maggiore attenzione nei confronti dei figli. Quando si osservano i primi segnali bisogna subito intervenire, affidandosi anche a dei professionisti per evitare che questa situazione precipiti e si verifichino delle conseguenze irreversibili.

di Barbara Maggi, studentessa – facoltà di Giurisprudenza, Università degli studi “Guglielmo Marconi” di Roma