I minori e l’abuso sessuale


Siamo nel 2022 e, purtroppo, nel nostro paese sembrano non avere fine le terribili storie riconducibili al fenomeno dell’abuso sessuale, sia tra gli adulti sia sui minori. 

Prendendo in considerazione la definizione deontologica di questo fenomeno vediamo come per abuso sessuale si intendono sia rapporti sessuali veri e propri, qualsiasi forma di contatto erotico e anche atti che non prevedono un contatto diretto tra vittima e abusante. Questo fenomeno è definito dal codice penale italiano all’articolo 609-quater “atti sessuali con minorenne”.

Dal punto di vista psico-sociale distinguiamo due figure: l’abusato e l’abusante. Il minore vittima di abuso spesso è un soggetto che trasmette inquietudine, sofferenza, allontanamento e disordine. E’ un  soggetto che ha ricevuto profonde ferite psichiche più che fisiche; tali ferite hanno generato in lui una confusione tra tenerezza e sessualità erotica. Ciò è accaduto in quanto la’ dove il bambino attendeva fiducioso affetto, protezione ed aiuto ha, invece, ottenuto violenza e perversità e colui che lo ha privato di tale affetto è generalmente un adulto, una figura di attaccamento facente parte della sfera familiare.

Nel caso del classico abuso della bambina da parte del padre si verifica facilmente lo schema “a tre” dell’abuso: la bambina abusata, il padre abusante e la madre che pur, cogliendo parecchi segnali, sceglie il meccanismo difensivo della negazione per difendersi dall’angoscia, diventando così silenziosa e spesso nervosa connivente dell’abuso (che pertanto può continuare a protrarsi malgrado ci sia chi sa ma cerca di nasconderselo) specie se si tratta di incesto: infatti per lui il genitore abusante, che assai spesso è tale con la tacita connivenza dell’altro genitore, è una figura di attaccamento fondamentale dalla quale dipende il suo sostentamento e quindi la sua vita stessa; per lui tale figura semplicemente non può essere colpevole, pertanto egli assumerà la colpa su di sé, convinto di aver subito quel trattamento perché è stato cattivo e non si è meritato l’affetto del genitore.                                                                         

Per ciò che riguarda l’abusante di solito è una persona dall’aspetto e condizione sociale del tutto rispettabili che potrebbe aver reagito nella sua vita incanalando la propria rabbia anche in un lavoro di successo. Si tratta di un soggetto mentalmente instabile, a volte con tratti di personalità sociopatica e grazie agli abusi continui e segreti riesce a perpetrare il reato, anche in considerazione del fatto che le vittime minorenni non denunciano l’abuso subito e tantomeno ne parlano in famiglia.                                                 Può capitare che lo stesso soggetto abusato da vittima diventi abusante; egli però non si vivrà come tale e tantomeno avrà piena coscienza dei suoi comportamenti. Per ciò che riguarda le strategie di prevenzione si punta su informare i bambini degli abusi sessuali, con linguaggio consono all’età e a loro stessi istruire servizi specializzati (come numeri di di assistenza telefonica oppure sportelli anche online a cui si possono rivolgere minori e famiglie). Bisogna inoltre sensibilizzare i genitori rispetto ai pericoli esistenti. La tutela dei minori è essenziale nella società odierna in quanto sono una delle fasce più deboli della popolazione.


di Barbara Maggi, studentessa – facoltà di Giurisprudenza, Università degli studi “Guglielmo Marconi” di Roma