Minori che commettono reati


di Barbara Maggi, studentessa – facoltà di Giurisprudenza, Università degli studi “Guglielmo Marconi” di Roma

Spesso si tende a pensare che i reati vengono commessi da adulti, senza rendersi conto che anche i minori possono esserne autori. Circa la commissione di reati e’ importante considerare principalmente due sfere del soggetto : quella psicologica e quella giuridica. 

Analizzando la prima sfera emerge come i soggetti minori che commettono reati iniziano a delinquere già verso i 13-14 anni perlopiù sono italiani; infatti secondo il report del Ministero della Giustizia del 2019 sono 14000 i soggetti italiani a carico del Servizio sociale dei minori contro i 4829 stranieri  tra cui africani, rumeni, ucraini, albanesi e croati. Sono soggetti che talvolta non hanno una famiglia unita alle spalle che li supporti nella crescita individuale, che se ne curi e che li educhi. Tendenzialmente, proprio per questo motivo, tali soggetti tendono a frequentare persone “poco raccomandabili” che molto spesso riconoscono essere come la loro vera famiglia, un clan di appartenenza che li priva della loro identità personale. Essi infatti tendono ad uniformare il loro comportamento, la maggior parte delle volte sbagliato, per uniformarsi al gruppo e sentirsi parte di esso. 

Riguardo la seconda sfera coinvolta, cioè’ quella giuridica, i reati sono commessi da ragazzi dai 14 (prima non si è considerati imputabili) ai 18 anni. A questi si aggiungono i cosiddetti giovani adulti. Maggiorenni, che avendo compiuto un reato entro i 18 anni, sono comunque presi in carico dal Tribunale per i Minorenni.   In caso di comportamento di interesse penale l’Autorità Giudiziaria segnala appunto agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) la necessità di avvio di un procedimento penale.                           

L’istituzione giudiziaria è composta da Giudici professionisti e da membri onorari (esperti in biologia, psichiatria, pedagogia, psicologia e altre discipline). Il Dipartimento della Giustizia Minorile si compone di diversi istituti che a seconda della gravità del reato o di considerazioni relative al minorenne coinvolto consentono interventi differenziati. Si tratta di centri di prima accoglienza, uffici di  servizio sociale per minorenni, comunità e centri diurni e gli istituti penali specificamente destinati a ospitare i minorenni, separandoli dai detenuti adulti.  

Le tipologie dei reati piu’ diffuse negli ultimi 5 anni tra i minori sono: reati contro il patrimonio (furto e rapina), violazioni delle disposizioni in materia di sostanze stupefacenti. Tra i reati contro la persona prevalgono invece le lesioni personali volontarie.                                                                            

Obiettivo principale dell’ intervento e’ quello del reinserimento sociale del soggetto, ossia capire il significato delle azioni compiute e porvi rimedio di modo che il reato compiuto, non rimanga un errore di gioventù’ pregiudicando l’evoluzione della sfera psichica e sociale del soggetto nell’ eta’ adulta.                                                                              

Uno report del Ministero delle Giustizia ha evidenziato ad oggi un calo dei reati commessi da minori  rispetto all’ anno 2019. Se e’ vero che l’iter giudiziale circa la commissioni di reati e’ abbastanza equiparabile a quello riservato agli adulti, bisogna pero’ tener conto che si tratta di un utenza diversa. E’ importante responsabilizzare i minori ma bisogna considerare  che l’ obiettivo primario e’ quello del reinserimento all’ interno della societa’ per poter fornire loro tutti gli elementi per condurre  una futura vita adulta in maniera ottimale e limitando gli errori.