Minori tra DAD, pandemia e povertà educativa


di Barbara Maggi, studentessa – facoltà di Giurisprudenza, Università degli studi “Guglielmo Marconi” di Roma.

La situazione pandemica che stiamo vivendo dall’inizio del 2020 ha influito su vari aspetti della vita sociale. Oltre al settore economico l’emergenza sanitaria ha colpito anche la sfera dell’istruzione di migliaia di bambini ed adolescenti. I nostri giovani si sono ritrovati a non potersi piu recare fisicamente nei propri istituti per svariati mesi, modificando l’approccio che essi hanno verso una delle massime istituzioni riconosciute nel nostro ordinamento giuridico, sia a livello di istruzione e sia a livello psicologico. 

Lo Stato italiano, attraverso uno dei più importanti organi, il Governo, ha cercato di dare una continuità circa l’istruzione a molti bambini e adolescenti, posto che il diritto all’istruzione è contenuto nell’ art. 34 della nostra Costituzione, istituendo la ormai nota DAD (Didattica A Distanza). Si è cercato, con la sua creazione, di avere una continuità nello svolgimento delle attività scolastiche, seppur ogni studente nel proprio domicilio, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno e dar modo a tutti gli studenti di concludere l’anno scolastico iniziato.

Ciò ha fatto emergere degli aspetti interessanti su cui riflettere.  Un primo aspetto da considerare  sussiste nel fatto che le famiglie che versavano in condizioni disagiate ancora prima della crisi sanitaria che ha colpito tutto il mondo, hanno visto aggravarsi tali condizioni in cui versavano anche sul versante dell’istruzione. Una fotografia della situazione nel nostro paese in campo economico viene fornita dai dati pubblicati dall’ISTAT. In questi dati si sottolinea come la povertà in Italia nel 2020 sia aumentata rispetto all’ anno precedente; le famiglie che versano in condizioni di povertà sono oggi il 7,7% del totale. L’aggravarsi di tale condizione ha influito negativamente anche sul versante dell’istruzione: la DAD presuppone l’ausilio di strumenti informatici di nuova generazione; un pc e una connessione internet stabile sono basilari per poterne usufruire. Una famiglia con più figli o una famiglia in cui, a causa della crisi, uno dei genitori ha perso il lavoro o ha dovuto smettere di lavorare per mesi a causa delle chiusure e a seguito dell’istituzione delle varie zone colorate, molto spesso non ha potuto far fronte alle esigenze e ai costi che la DAD ha imposto.                                                                                                                                                                                                 

Sono infatti cresciute le domande delle famiglie presso gli sportelli comunali (servizi sociali) per poter usufruire di un aiuto economico per far fronte all’ acquisto di un pc ad esempio. Sono state inoltre formulate molte richieste da parte delle famiglie per il Bonus Babysitter poichè molti genitori non potevano assentarsi dal lavoro e i minori, non potendo rimanere a casa da soli, dovevano essere seguiti, molto spesso da babysitter non avendo più i nonni.  Secondo il quotidiano Il Corriere Della Sera sono state presentate all’INPS circa 191mila domande per il “bonus babysitter“.                                                                                                                                                              

Un secondo aspetto è quello che concerne la sfera psicologica di bambini ed adolescenti.  Secondo diverse ricerche condotte dal Consiglio Nazionale degli psicologi  (CONSOP)  la didattica a distanza ha fatto emergere anche degli aspetti negativi circa la salute psicofisica di bambini ed adolescenti.  Nei bambini di età inferiore si sono riscontrati diversi  problemi: ansia, stress e depressione, nelle bambine ed aggressività e rabbia nei maschi.  Ci sono poi aspetti comuni sia nei maschi sia nelle femmine, come ad esempio disturbi del sonno. Si è notato infatti come vi sia stato un incremento del 24% dei problemi psicologici rispetto all’ anno precedente.  

infine, un ulteriore aspetto da sottolineare è il tempo passato da bambini e ragazzi di fronte al pc o comunque impiegato nelle nuove tecnologie. Secondo la relazione presentata dal CONSOP si è passati da una media di  un’ora e mezza all’età di 4 anni (e a una media di 2 ore e mezza all’età di 8 anni) ad una medi di 7 ore al giorno. Questo ha inciso negativamente, soprattutto nei confronti dei bambini che frequentano le elementari o che cominciano ad avere un approccio con l’ istituzione scolastica. La DAD può causare infatti la riduzione dell’empatia, ostacolare l’apprendimento e lo sviluppo cognitivo dei bambini. Avendo a disposizione un pc è piu’ probabile che il bambino o il ragazzo si distragga, perda il suo autocontrollo e ciò porta in lui far crescere un senso di ansia e depressione.  Circa gli adolescenti, gli insegnanti hanno evidenziato come non siano calati i risultati nello studio ma segnalano un netto peggioramento per cio che riguarda la rielaborazione personale. Infatti la rielaborazione personale è fondamentale sia perchè contribuisce allo sviluppo psicologico dell’adolescente ma è anche alla base ad esempio della tesina di maturità.  Molti maturandi quest’anno si sono trovati in enorme difficoltà creando la famigerata tesina in quanto questa richiede numerosi collegamenti tra più materie e una rielaborazione personale che, con l’introduzione delle DAD, si è un po’ persa. La didattica a distanza ha sicuramente cercato di creare una continuità dell’istruzione ma sono ancora molti gli aspetti da migliorare ad oggi, sia sul piano di sostegno a anche a livello economico alle famiglie, sia sul piano di una salutare crescita psicologica e cognitiva dei minori.