Francia: minori migranti a rischio di abusi sessuali, violenza e lavori forzati.


L’UNICEF nei giorni scorsi ha lanciato un allarme: i bambini migranti presenti nei campi profughi nel nord della Francia sonoprivati dei loro diritti e vittime di abusi sessuali, violenza e costretti a svolgere lavori forzati.

Secondo lo studio “Né sano, né salvo-Neither Safe, nor Sound” condotto da UNICEF Francia e UNICEF Regno Unito157 minorenni si trovano nei campi nord della Francia (sulla costa tra la Manica e il Mar del Nord) e sono in attesa di essere ricongiunti alle loro famiglie che si trovano nel Regno Unito, in attuazione dei diritti che spettano loro e che sono previsti dal Regolamento di Dublino III. Attualmente questo processo è eccessivamente lungo, complesso e con scarsi controlli.

Sono minori stranieri migranti non accompagnati (MSNA) che ogni giorno subiscono abusi sessuali, violenze e sono costretti a svolgere lavori forzati. Lo studio ha indagato i casi di 60 bambini e adolescenti di età compresa tra gli 11 e i 17 anni provenienti da Afghanistan, Egitto, Eritrea, Etiopia, Iran, Iraq, Kuwait, Siria e Vietnam che hanno vissuto da gennaio fino ad aprile 2016 in7 campi lungo la costa dello stretto tra Francia e Inghilterra.
Secondo il rapporto, a marzo 2016, 500 minorenni non accompagnati vivevano nei 7 campi, inclusi Calais e Dunkirk e, da giugno 2015, circa 2.000 minorenni non accompagnati sono passati da lì. Nonostante la media di permanenza sia di 5 mesi, alcuni bambini vi hanno trascorso anche 9 mesi e questa media si sta velocemente alzando a causa dell’aumentata sicurezza ai confini e delle maggiori difficoltà di intraprendere i viaggi.
Freddo, stanchezza e incapacità di accedere ad una istruzione regolare sono elementi costanti nei campi profughi. In violazione dei loro diritti, molti bambini necessitano di cure e di essere ospedalizzati. per entrare nei campo i trafficanti chiedono una tassa di ingresso (tra le 4.000 e le 5.000 sterline a persona) per attraversare lo stretto tra Francia e Inghilterra.
L’aumento dei controlli e l’intensificarsi della polizia ha spinto i bambini a correre rischi: non potendo pagare si nascondono nelle celle frigorifero dei camion ma spesso finiscono nelle mani di trafficanti senza scrupoli che abusano di loro e che sono oggetto di violenza sessuale, unica merce di scambio con cui barattare un passaggio ‘più veloce’. Le testimonianze dei bambini hanno fatto emergere un quadro di abusi e di tragedie, con casi di riduzione in schiavitù per pagare i debiti e attività criminali forzate, come assistenza ai trafficanti ai terminal dei traghetti. La violenza sessuale è una minaccia costante, compresi sfruttamento sessuale e la prostituzione. I bambini non accompagnati che non possono pagare si trovano così costretti a svolgere lavori per gli adulti, come vendere cibo presso i mercati notturni clandestini di Calais o sono vittime di prostituzione.
L’UNICEF Regno Unito chiede al Governo del Regno Unito di:
1) Assicurare risorse efficienti per un effettivo funzionamento del processo di riunificazione familiareche comprende fondi per lo staff del Dipartimento del Governo inglese per l’Immigrazione, l’identificazione dei bambini e la riduzione del ritardo del processo (che dovrebbe prevedere un massimo di 3 mesi);
2) Assicurare che i bambini ricevano informazioni affidabili– in una lingua per loro comprensibile e in modo adeguato – sul processo di riunificazione familiare;
3) Garantire ai bambini non accompagnati accesso ad un’assistenza legale di qualità, così che le loro richieste per il ricongiungimento famigliare nel Regno Unito possano essere analizzate il prima possibile;
4) Pubblicare linee guida su come gestire i casi di ricongiungimento familiare secondo Dublino IIIe le risorse degli enti locali per condurre verifiche necessarie sulle famiglie per assicurare che la riunificazione familiare sia il miglior interesse del bambino.
E’ necessario l’intervento del governo britannico per l’attuazione del processo di ricongiungimento, affinché sia breve e sicuro ed è una responsabilità dell’intera Unione Europea, che deve garantire la protezione dei minori stranieri non accompagnati, così come previsto dalla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 1989.
Fonti:
http://www.ilvelino.it/it/article/2016/06/16/migranti-unicef-a-calais-minorenni-a-rischio-di-abusi-sessuali/def0a952-b0fe-4e68-af1e-6261cb85ac6c/
http://riforma.it/it/articolo/2016/06/17/profughi-minori-rischio-di-abusi-sessuali
http://www.vita.it/it/article/2016/06/16/nei-campi-profughi-di-calais-e-dunkerque-abusi-sessuali-sui-bambini-mi/139819/